Istituto per l'Innovazione d'Impresa

In tutti i settori vengono sviluppati progetti riferendosi con tale termine al complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare prodotti o a rilasciare servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati.

Tutti avranno sperimentato il generale alto livello di frustrazione collegato alle attività di gestione di progetto: spese che schizzano oltre i budget previsti, requisiti tecnici che si modificano strada facendo, risultati che non soddisfano i capitolati...
Gestire progetti è complesso ma soprattutto durante l’esecuzione del progetto intervengono tanti e tali varianti in corso d’opera che risulta veramente difficile riuscire a rispettare i piani.

E vero che esistono e si sono sviluppate delle discipline ingegneristiche per la gestione razionalizzate delle attività di progetto. Mi riferisco a tutto il corpus del “project management” del quale peraltro abbiamo in un questa comunità alcuni prestigiosi rappresentanti.
Tuttavia anche l’adozione dei principi degli standard del “Project Management Institute” o di “PRINCE2” non sempre ci risparmia la frustrazione del fallimento dei progetti..

Volevo segnalare a chi ancora non ne fosse a conoscenza che in questi ultimi anni si sono sviluppate delle discipline alternative di gestione delle attività di progettazione che vanno sotto il nome di “Metodi Agili”. Si tratta di un insieme di tecniche nate inizialmente nell’ambito delle attività di sviluppo software ma poi estese anche ad altri settori ingegneristici o creativi che hanno come risultato quello di risultare estremamente efficaci.

Secondo questi sistemi le attività devono seguire dei cicli di lavoro di durata breve (qualche settimana) durante i quali le interazioni tra cliente (il beneficiario del prodotto/servizio manufatto) e il fornitore vengono istituzionalizzate, favorite e gestite.
Vale il principo generale di “trasferire velocemente valore al cliente”.

Alcune delle specifiche metodologie che appartengono al corpus dei metodi agili sono:
- FDD Feature Driven Development (Jeff DeLuca)
- DSDM Dynamic System Development Method (Dane Faulkner)
- Crystal (Alistair Cockburn)
- SCRUM (Ken Schwaber)
- XP Extreme Programming (Kent Beck)
- Lean Development (Mary Poppendieck)

La buona notizia è che questi sistemi funzionano davvero. Chi gli ha provati ne è rimasto entusiasta.

Inizialmente i metodi agili sono nati e sviluppati nell’ambito dello sviluppo software (anche se devo segnalarvi che anche tra gli adetti del settore non vi è una piena consapevolezza e conoscenza di queste discipline).
Poi però le metodologie sono state introdotte anche in altri ambiti di progettazione: civile, industrial design, progettazione funzionale...

Se qualcuno avesse interesse magari potrò inserire nei prossimi giorni qualche approfondimento e qualche ulteriore dettaglio.

Vi segnalo inoltre che questo mese si terrà a Bologna l’evento “Agile Day” principale evento/convegno annuale organizzato dall’associazione italiana di riferimento in questa disciplina. Questo specifico convegno è orientato sopratutto alle attività di sviluppo software tuttavia credo possa risultare interessante anche proiettato su altre discipline. Dettagli nella sezione eventi del nostro sito.

Commento

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Michele Mauro Commento da Michele Mauro su 14 Novembre 2008 a 19:11
Quello che sto osservando, nella mia pratica di sviluppatore e mentore/capo di sviluppatori, è che le metodologie Agili spesso sorprendono per queste richieste:

1) MOLTA più disciplina del Waterfall, contrariamente alle aspettative
2) anche il resto dell'organizzazione (sia produttore di software, sia cliente) si adegui al loro modello organizzativo
3) molto più sforzo per trovare una soluzione "semplice" (la soluzione complessa è spesso la più facile da trovare)
4) molta più conoscenza e ampiezza di vedute per mantenere il corretto concetto di "semplicità" al corretto livello di implementazione; nel senso: quello che può sembrare semplice ad un livello, per es. implementazione delle classi, può tradursi in grandi complicazioni a livello più macro. Bisogna essere educati a riconoscere la semplicità e le sue conseguenze...

Realizzare la semplicità non è necessariamente semplice da realizzare, se mi passate la frase.
michele bianchi Commento da michele bianchi su 12 Novembre 2008 a 20:01
nel campo software il metodo agile e' ormai una realta' diffusa. certo il mio parere e' di uno che appartiene a quelli che hanno iniziato a conoscerlo e sperimentarlo dai primi passi ed ora devo dire che lo scetticismo iniziale si e' trasformato in ''evangelismo''.
i risultati si vedono nel giro di pochi mesi. poi se supportato da opportuni strumenti i risultati si possono misurare sempre negli stessi tempi di mesi. (e ora mi trovo anche ad aiutare i team a realizzarlo!!)
non si elimina il gantt, ma lo si trasforma da centinaia di riche illegibili in un grafico di immediata comprensione.

vi riporto una affermazione interessante su cui ho riflettuto spesso e che sento molto collegata ai metodi agili, ossia che ''che i problemi complessi possono essere risolti con soluzioni semplici'' e riguarda una critica al ''pensiero occidentale'' che invece preferisce ''per problemi complessi adottare soluzioni complesse''.

mi sono chiesto: e' vero?

un collegamento mentale mi porta spesso a ricordare le pianificazioni gigantesche che facevano i pm e che noi, che progettavamo e producevamo il software, neanche vedevamo eppure arrivamo in fondo ai progetti.

secondo me, si', e' possibile in moltissimi casi adottare la soluzione semplice anche ai problemi complessi.
ziglio Commento da ziglio su 5 Novembre 2008 a 22:00
Ho sentito di queste nuove discipline. So anche che gli ortodossi del project management sono piuttosto scettici. Mi piacerebbe sentire l'opinione di qualche esperto che magari abbia anche avuto occasione di confrontarsi con la pianificazione agile.

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