Si parla molto di innovazione: le aziende, la società, l'informazione, la politica e chi più ne ha più ne metta, dovrebbero cambiare, evolversi. Ma forse la cosa più difficile è cominciare a cambiare ed innovarsi a livello personale. La promozione del cambiamento e dell'innovazione prima di tutto di se stessi. Questo approccio così interessante è quello che porta i migliori risultati; se gestito positivamente il cambiamento personale è la leva più potente per promuovere i cambiamenti intorno a noi. Come possiamo chiedere al resto del mondo di cambiare quando proprio noi non intendiamo farlo? Nel mio lavoro di consulente aziendale mi occupo molto di formazione, la cosiddetta "formazione comportamentale": comunicazione, team building, hr management, gestione dei conflitti, ecc. Ho visto diverse aziende, tanti gruppi anche eterogenei fra di loro ma sempre accomunati dalla "difficoltà a mettersi in gioco"; già a livello di committenza si chiede di "parlare" di questo o quel tema, certo anche con esempi pratici, ma quando si tratta di mettersi in prima linea, esporsi e confrontarsi con i propri limiti, ecco che la maggior parte delle persone mette un freno. Io ritengo che la formazione per essere utile debba far apprendere modalità, metodi ma soprattutto competenze e cioè la capacità di tradurre in comportamenti quello che io ho appreso. Una "palestra" per imparare ed allenarsi a...Come posso apprendere il public speaking se non faccio esercizi pratici, anche di fronte ai miei compagni di corso, sbagliando, facendomi valutare e attraverso il feedback altrui, migliorando di volta in volta? Ecco un esempio di problema: spesso in aula ci sono i colleghi di lavoro e questo, come minimo, imbarazza e comunque presuppone buoni rapporti. In fondo si può e si deve negoziare la riservatezza di ciò che avviene in aula. Ma oggi l'ultima frontiera della crescita personale, che può completare alcuni dei limiti appena visti dell'aula è rappresentata dal "coaching". Nonostante sia uno strumento consolidato, già molto noto e diffuso, soprattutto oltre oceano, potremmo comunque dire che da noi rappresenta ancora una novità. Parliamo di coaching individuale, quello in cui si crea un rapporto "privilegiato" tra coach e coachee. Forse all'interno di questo contesto si riesce a lavorare un pò più in profondità e promuovere il confronto con se stessi, con i propri punti di forza ma anche e in particolare con i propri limiti. Ecco che qui c'è lo spazio per domandarsi "perchè sono terrorizzato dal parlare in pubblico" e "su cosa posso lavorare per gestire la mia paura e migliorare la mia performance". Il tutto altamente personalizzato e mirato. L'esperienza formativa completata da un percorso di coaching individuale è senza dubbio altamente efficace . Si può completare il lavoro d'aula con quello sulla propria esperienza e sulle proprie caratteristiche. Sperimentazione ed allenamento, ecco il vero senso del coaching. L'ultima istruzione per l'uso? Il Coach deve essere una persona preparata, un professionista esperto per non lasciare nulla al caso e all'improvvisazione.
Buon apprendimento a tutti!!!!
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