Istituto per l'Innovazione d'Impresa

L’agenzia di consulenza McKinsey ha compilato recentemente una mappa dei poli dell’innovazione mondiale.

Assieme ai ricercatori del World Economic Forum hanno preso in considerazione oltre 700 variabili tra cui il numero dei brevetti registrati, aspetti di ordine politico, la disponibilità di formazione, il capitale umano…
Ne è uscita una mappa che evidenzia le aree geografiche del mondo considerate a più alto tasso di innovazione.


Sono emersi dei trend interessanti:
- la stabilità politica e le infrastrutture tecnologiche costituiscono le fondamenta affinchè l’innovazione si sviluppi con successo
- i distretti dell’innovazione generalmente nascono in maniera “specializzata” attorno ad un primo gruppo ristretto di aziende leader e solo successivamente si espandono comprendendo altri attori
- spesso inoltre lo sviluppo di queste zone viene sostenuto da iniziative governative come ad esempio il finanziamento di progetti pilota o politiche di natura fiscale

L’analisi di McKinsey identifica tre tipi di cluster:

Oceani dinamici: ampi ecosistemi dell’innovazione nei quali vengono continuamente creati e distrutti nuovi tipi di business. Le aziende leader e le tipologie di industrie principali cambiano in continuazione visto che il distretto si re-inventa di frequente attraverso cambiamenti radicali.

Laghi silenziosi: ecosistemi nei quali l’innovazione cresce lentamente ed è sostenuta da un limitato numero di aziende leader che operano in specifiche tipologie di industrie.

Stagni che si prosciugano: aree che non riescono ad allargare i loro ambiti di attività o ad aumentare il numero degli attori dell’innovazione e che quindi inesorabilmente migrano verso la parte più povera della catena del valore.

Interessante notare che sono presenti città italiane come Vicenza e Ferrara e che vengono considerate zone di tipo “Oceano Dinamico”.

Se volete divertirvi con la versione interattiva della mappa andate qui.

Commento

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Luca Gianni Commento da Luca Gianni su 4 Giugno 2009 a 14:11
Ciao Walter,

interessante il grafico dinamico, conferma il ruolo dominate di Asia e Nord America rispetto all'Europa, e aimè conferma anche l'Italia come paese "quasi ultimo degli ultimi".
Ferrara e Vicenza non sono Dynamic Oceans ma al margine degli Hot Springs, Torino è posizionato negli Srinking Pools, Milano nei Silent Lakes.

Nei prossimi anni ci si può attendere nella mappa entrerà anche l'Africa con paesi dinamici come il Sud Africa che ha ottime possibilità di surclassare i paesi europei piu' scarsi, tra cui l'Italia.

Forse non è un caso il bel paese ha seri problemi di sostenibilità economica-sociale, visto molte soluzioni si troverebbero con investimenti appunto in innovazione.

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