Istituto per l'Innovazione d'Impresa

Con questo scritto vorrei avviare un dibattito su uno dei settori dove maggiore è l’attenzione all’Innovazione, gli strumenti a supporto dei Decision- Maker: l’Intelligence.

Il termine Intelligence richiama scenari di spie e cospirazioni varie, scenari da cui siamo normalmente estranei, ma Intelligence combinato con altri termini (Web Intelligence, Business Intelligence, System Intelligence) è alla base di molti strumenti di analisi delle informazioni per il supporto decisionale.

Per introdurre l’argomento considero due eventi accaduti nelle ultime settimane:

• Il fallito attentato sul volo Amsterdam – Detroit, che ha costretto il presidente Barack Obama a un discorso quanto mai indicativo: “The buck stops with me". … “Ultimately I’m responsible, I’m the president of the United States, …”.

• La catastrofe (naturale) di Haiti, dove forti sono stati i problemi della macchina dei soccorsi inviata da un Presidente degli stati Uniti e coordinata/guidata da due ex Presidenti.

Due eventi caratterizzati e unificati in un unico punto, le azioni operative conseguenza di “Decisioni”.

§ Pensiamo all’intervento su Haiti, sembra avvenuto senza un corredo informativo adeguato della situazione in essere sul territorio. Si è agito secondo uno schema di logistica militare, il modello:

a) costruisco una testa di ponte nel paese obiettivo,

b) stabilisco un ponte aereo tra i miei centri logistici e la testa di ponte,

c) scarico tonnellate di materiale

e poi … non considero che il sistema politico locale non esiste più … è del tutto inesistente un sistema di comunicazione diretto alla popolazione limitando il suo coinvolgimento, … non ho il genio che libera o costruisce vie di comunicazione, … e quindi non ho la struttura logistica distributiva.

§ Nel fallito attentato di natale, i modelli predittivi ora in uso sembrano non considerare tutte le variabili insite in una contrapposizione tra lo Stato e le organizzazioni non convenzionali.

In molti scenari di terrorismo internazionale ci troviamo alla presenza di sistemi organizzativi completamente differenti rispetto alle strutture fino ad ora conosciute, ipotizziamo il seguente scenario:

a) chiunque può “trovare informazioni e confezionare ordigni”,

b) chiunque può “eseguire un’azione e poi confezionarla politicamente, eseguendo rivendicazioni o proclami a posteriori”,

c) chi progetta l’azione non è membro di un sistema di comunicazioni passibile da intercettazioni (non appartiene a nessuna organizzazione, se pur clandestina, attaccabile con ad esempio l’ingegneria sociale), è una cellula esente da fughe di notizie dall’interno (niente infiltrati, mai pentiti, etc.) e, spesso, il tempo che intercorre tra l’ideazione e l’azione è relativamente breve.

Lo scenario è il seguente: un gruppo informale, scollegato da Organizzazioni stabili e strutturate, progetta un’azione, la esegue e poi un apparato organizzato e strutturato la rivendica .

In questa situazione, anche se una qualche informazione è trattata dal sistema di Intelligence, può non essere considerata per elevare il livello di attenzione; ad esempio: una comunicazione di un padre, “mio figlio è un terrorista, prepara qualcosa! fate attenzione!”.


Questi risultati possono essere la combinazione di più fattori, inizio a elencarli, spero nell’eventuale dibattito per un approfondimento di analisi:

§ Partiamo dal modello, è innegabile che la rappresentazione che noi diamo della realtà, mediante un modello, è funzione degli obiettivi prefissati , della selezioni di variabili effettuata e, in ultimo, dei processi d’analisi che tali variabili combinano e soppesano. Il risultato è un insieme di dati che abbiamo trasformato in informazioni che rappresentano la realtà operativa su cui valutiamo vari scenari probabili.

Pensiamo al sistema di Intelligence di una nazione, abbiamo strutture orientate alla prevenzione di azioni all’esterno dei nostri confini e abbiamo strutture orientate alla prevenzione di azioni all’interno dei nostri confini. Identifichiamo quindi obiettivi specializzati per struttura, con obiettivi diversi e quindi con algoritmi di calcolo differenti.

La medesima informazione comunicata a una o all’altra delle Strutture di Intelligence può innescare o no uno scenario di allerta. Per esempio, la frase “Mio figlio è un terrorista … “, recuperata dall’Intelligence Interno all’estero, potrebbe essere scartata come informazione non utile nel modello, se l’algoritmo è di tipo trade-off. Questo perché, sia il Padre sia il Figlio risultano “residenti” all’estero e quindi la potenziale minaccia è fuori dal territorio nazionale. Può sembrare banale, ma nello sviluppo di un sistema di Intelligence, lasciare delle zone di confine non presidiate per competenza, sono ” terra di nessuno”, può essere estremamente pericoloso.

§ Passiamo al problema del coordinamento, raccordare l’azione operativa alla strategia è un passaggio necessario.

Nel caso di Haiti l’apparato strategico, la presidenza Obama, definisce un obiettivo e mobilita figure di alto livello per “spingere” sul progetto umanitario di Haiti (Hillary Clinton, George Bush e Bill Clinton, solo per citare i primi nomi …) obiettivo cancellare il ricordo della catastrofe di New Orleans, ma l’apparato operativo, il sistema militare, non è adeguato ad azioni di sostegno per catastrofi o interventi umanitari.

Molto probabilmente il sistema di Intelligence sul territorio per la valutazione dei danni, per la definizione delle linee operative d’intervento e l’eventuale coinvolgimento dei volontari non ha funzionato o non esiste del tutto. Si è avviata l’azione seguendo una scelta politico-strategica, senza un apparato operativo adeguato ai problemi incontrati.

§ E’ evidente che un sistema di Intelligence a supporto delle decisioni deve essere progettato attentamente, in particolare nella definizione del Modello di analisi e nel suo costante aggiornamento alle rinnovate condizioni degli scenari.

Antonino Donatiello

Tag: Business, Haiti, Innovazione, Intelligence, Obama, Web

Commento

Devi essere membro di Istituto per l'Innovazione d'Impresa per aggiungere commenti!

Join Istituto per l'Innovazione d'Impresa

Antonino Donatiello Commento da Antonino Donatiello su 22 Febbraio 2010 a 10:48
ho preparato il seguente commento dopo aver letto il contributo aggiunto da Fabrizio Borzi (da me cancellato per imperizia, mi scuso con Fabrizio); secondo me è importante sviluppare questi temi per comprendere quanto avviene nelle svariate”Guerre Economiche” che si combattono in un mondo globalizzato e dove gli schieramenti di appartenenza a blocchi e/o di amicizia sono spesso disattesi.


Si tratta di argomenti importanti e che toccano direttamente gli interessi di un paese, sempre di più i sistemi di sicurezza di tutte nazioni (l’intelligence) sono coinvolti nella guerra in atto per la “difesa della Competitività distintiva del paese di appartenenza”.

Quando, ad esempio, un imprenditore decide di investire all’estero, la base della “scheda paese”, in particolare per la valutazione del rischio politico, è il risultato di attività di Intelligence.

dal sito http://www.itint.gov.it/ Italia Internazionale 6 regioni per 5 continenti:

Rischio politico (o Rischio paese) --------

Il rischio politico viene anche definito "rischio paese" e consiste nell'eventualità che un determinato paese si trovi in condizioni tali da non poter onorare gli impegni finanziari assunti dai propri residenti nei confronti di soggetti non residenti a causa di una mancanza di risorse o per qualsiasi altro motivo (guerre, insurrezioni, catastrofi naturali, ecc.).

Rientrano nella categoria "rischio politico" anche le eventualità di espropri, nazionalizzazioni, confische, sequestri, moratorie e altre misure che il governo locale decide di intraprendere anche a danno delle aziende estere o partecipate dall'estero e dei loro beni.

Ci sono enti specializzati per la valutazione e la copertura di una serie di tipologie di rischio. L'esempio più importante � la Sace - Società italiana di assicurazione dei crediti all'esportazione, www.sace.it - che si occupa di assicurare una serie di rischi (rischio politico, rischio di mancato trasferimento della valuta o di riscadenzamento del debito, rischio di insolvenza dello Stato, rischio di crisi finanziaria, rischio di crisi del sistema bancario, rischio di forte rallentamento economico) se il paese di destinazione rientra tra quelli "assicurabili".


Il supporto ai centri decisionali diviene fondamentale quando agiamo in stato d’ignoranza, è a questo livello che i sistemi di Intelligence sviluppano possibili scenari mediante modelli, ipotizzando differenti evoluzioni, richiedendo una gran mole d’informazioni (raccolta e analisi) e utilizzando, in molti casi, altre informazioni come merce di scambio.

E il campo d’intervento si allarga. Pensiamo a quale danno possono arrecare a un paese e alla sua economia le attività di Reverse Engineering . Quando un’azienda (un intero paese) opera attraverso il Reverse Engineering sui prodotti della concorrenza, può raccogliere le più svariate informazioni: materiali utilizzati, metodologia di assemblaggio, punti deboli, etc. con la possibilità di riprodurre a basso costo (con sostituzione di materiali più economici), sviluppare fasi di miglioramento evolutivo senza investire in ricerca di base, intervenire condizionando il mercato dei materiali, etc.

E’ a questo punto che i sistemi di sicurezza devono calarsi in una realtà operativa del tutto nuova. Le strutture di Intelligence saranno utilizzate per elaborare strategie di difesa e di contrasto di fenomeni attuati contro l’economia del paese.

Antonino Donatiello

Utilizzi anche tu LinkedIn per aggiornare il tuo profilo professionale e mantenere i contatti di lavoro? Allora
aderisci al nostro gruppo
sull'Innovazione d'Impresa.

© 2010   Creato da "Istituto per l’Innovazione d’Impresa"

Badge  |  Segnala un problema  |  Riservatezza  |  Termini del servizio