Istituto per l'Innovazione d'Impresa

Valerio Tiranti

Ma voi cosa ne pensate?

Leggo questo articolo:

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2366141

e sinceramente ne sono rimasto un po' sconvolto. Penso che probabilmente tutto questo va interpretato diversamente.
Innovazione finora è sempre stata intesa come "produzione informatica".
Forse è giunto il momento di cambiare: innovazione è pensare nuovi modelli di organizzazione aziendale, a cui spesso l'informatica è di supporto. E perchè no, innovazione è anche scremare coloro che dell'innovazione hanno sempre fatto uno strumento di business senza preoccuparsi di produrre realmente innovazione.

Ci sto ancora meditando.

Tags: innovazione

3 Commenti

wmacorig Comment by wmacorig on July 24, 2008 at 8:40am
Sul termine innovazione credo anch'io esista in giro molta confusione. O meglio ho notato che le varie parrocchie tendono ad avocare a sè tale disciplina. Mi spiego meglio:

- per gli universitari di taglio tecnico (scienziati ed ingegneri, professori, ricercatori, centri governativi di ricerca e sviluppo, poli tecnologici...) l'innovazione deve intendersi sempre come innovazione tecnologica ed in genere riguarda l'alta tecnologia, nuovi prodotti, brevetti e la protezione del capitale intellettuale, finanziamenti in R&S...

- per gli Americani in genere innovazione è quasi sinonimo di informatica; cioè applicazione di innovazioni in azienda attraverso l'uso avanzato di sistemi informativi e tecnologie informatiche; anche quando in Italia venne istituito il primo Ministero dell'Innovazione ne venne messo a capo il precedente direttore generale della IBM Italia;

- per i formatori l'innovazione sta tutta nello sviluppo delle risorse umane, attività formative, allargamento delle competenze, miglioramento delle soft-skill, team-building, coaching, mentoring, programmi di educazione continua...

- per gli uomini di finanza l'innovazione sta nella ristrutturazione del capitale o in altre operazioni di finanza strutturata di M&A

La verità è che l'innovazione si presenta sotto varie forme e che ogni aspetto della gestione d'azienda ne potrebbe venire coinvolto.

Infatti se consideriamo la definizione generalmente condivisa di innovazione come "qualunque processo di cambiamento aziendale che comporta dei benefici per l'azienda" capite bene che tutto l'orrizonte si ampia notevolmente.
Davide Daolio Comment by Davide Daolio on July 30, 2008 at 2:16pm
Forse la vera domanda è questa: è veramente necessario che una grandissima azienda (come pare indicato dall'articolo di punto informatico) si debba tenere l'IT in casa piuttosto che esternalizzarlo completamente ???

Credo che siano questi i punti sui quali bisogna fare un vero bilancio tra internalizazione e esternalizzazione:
- i grandi sono soggetti a Business Continuity, Sarbanes-Oxley etc... Non serve più quindi solo l'IT di supporto al business ma anche un'IT che monitori l'IT di supporto al business. E in alcuni casi anche un terzo livello. Ogni livello porta con se specializzaizoni estremamente diversificate. Vale quindi la pena tenersi tutte queste specializzazioni in casa oppure non conviene dare all'esterno i secondi e terzi livelli (e forse anche i primi). E' presumibile infatti che i migliori specialisti siano proprio quelli delle società che forniscono tecnologie e IT alle grandi aziende e che quindi sono maggiormente formati, aggiornati etc...
- l'innovazione tecnologica è inoltre estremamente più veloce del piano di ammortamento delle tecnologie comprate siano esse di consumo o strategiche. Sono daccordo che il problema sia legato al ROI ma mi chiedo chi (e come) sia in grado di valutarlo. Qui sta alla bravura dei CIO.
- altro problema da valutare è la sostituibilità delle tecnologie; "banalizzando" compro un PC che fa da telefono, un telefono che fa da PC, o lavoro da casa con un sistema multimediale che fa da PC e Telefono. Su grandi numeri o grandi progetti preferisco fare una bella gara per affidare l'IT fuori e comprare un servizio chiavi in mano se il mio core business non è l'IT.

In sostanza credo che le aziende il cui business non è l'IT stiano smettendo di considerare (se mai lo hanno fatto) l'IT come un asset ma semplicemente come un servizio da comprare dal miglior offerente. Tra l'altro l'IT di consumo è già una commodity.
wmacorig Comment by wmacorig on July 31, 2008 at 12:05am
Davide,

condivido pienamente il tuo pensiero.
Da noi purtroppo ancora in molto casi c'è un morboso attaccamento pirandelliano alla roba. Al capannone, Ai server, Ai programmi. Ai programmatori legati alla sedia.

In effetti l'informatica è un settore di tale dinamismo e che richiede importanti investimenti per rimanere aggiornati che già le piccole società di servizi fanno fatica a tenere il ritmo.
Figuriamoci il vano tentativo che fanno la maggior parte delle aziende produttive di organizzarsi in casa grazie a qualche dipendente dedicato ai sistemi informativi o al consulente informatico storico, quello di fiducia. Quello che 10 anni fa ti aveva fatto i programmi in Clipper e che ancora oggi continua a dirti che il Clipper è il più avanzato ambiente di programmazione gestionale... !!!

Purtroppo non è semplice rompere il cerchio e spiegare i vantaggi che l'outsourcing di questo tipo di servizi porterebbe all'azienda. Come al solito iniziano prima i più grossi e poi via via i piccoli cominciano.

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